Cosa succede quando la letteratura scava nelle viscere di una famiglia per metterne a nudo i demoni, le rabbie e le fragilità? Succede che la pagina scritta si fa urgenza teatrale. Questo nuovo e potente recital nasce dall’incontro con Il fuoco che ti porti dentro, il romanzo-memoir di Antonio Franchini che ha trionfato al Premio Campiello 2024.
Al centro della narrazione c’è Angela, una protagonista assoluta e dal carattere impossibile, che l’autore indaga senza sconti, scoprendo in lei la madre biologica ma anche lo specchio emblematico di tutti i vizi, i rancori e le contraddizioni dell’Italia stessa. La scommessa di questa lettura-spettacolo è tradurre in scena un’opera che si muove costantemente su un doppio binario: se la forma è quella della commedia febbrile, il contenuto tocca le corde della tragedia più intima. Angela è un’eroina eccessiva, imprevedibile, divorata da un fuoco interno profondo come il cuore nascosto di un vulcano. È un’anima capace di alternare toni drammatici e ossessivi a momenti di travolgente ironia, in un’altalena emotiva che mescola il furore viscerale alle cadenze studiate di una vera e propria recita.
Per dare carne, sangue e respiro a questo racconto straordinario, la scena si affida al carisma interpretativo di Peppe Servillo. Con la sua eccezionale capacità di muoversi tra la parola detta e il gesto teatrale, Servillo evoca i personaggi che circondano la protagonista, incarnando una narrazione che fonde idealmente il respiro della commedia eduardiana a uno sfogo intimo, rabbioso eppure disperatamente affamato di vita. In perfetta e costante sinergia, la chitarra di Cristiano Califano tesse la trama sonora di questo viaggio interiore. La musica non fa da semplice sfondo, ma si fa contrappunto emotivo: amplifica la furia di Angela, accoglie le sue solitudini e interroga le sue ferite nascoste, siano esse il trauma di una guerra vissuta da bambina o un atavico complesso d’inferiorità radicato nel Meridione.
Parola e musica si fondono così in una partitura teatrale magnetica e speculare. Il fuoco che ti porti dentro si rivela un’esperienza confidenziale e di straordinaria tensione lirica; un racconto viscerale che, pur partendo dal ritratto ravvicinato di una donna indomabile, finisce per interrare ognuno di noi, dimostrando come la grande letteratura, quando sposa la scena, sappia trasformare un dolore privato in una catartica, universale domanda sul senso del nostro destino.
“Quello che mi affascina del romanzo di Franchini, come Franchini stesso sostiene, è il fatto che il personaggio principale di Angela, nell’arco di tutta la vicenda, se così vogliamo chiamarla, è un personaggio che si trasforma, assieme anche a quello del figlio con lei. Perché anche l’atteggiamento del figlio, nell’arco di tutta la storia, muta, così come muta anche la natura della protagonista principale, di Angela. Questo secondo me è il motivo più interessante del romanzo, Il fuoco che ti porti dentro, ed è sempre un motivo che è al centro di qualsiasi narrazione, avvenga essa a teatro, nella letteratura o, anche nel mio caso specifico, in una canzone. Il movimento che il personaggio, insieme alla vicenda che lo riguarda, fa verso un esito diverso, che a volte contraddice anche le premesse poste all’inizio. Forse questa, come suggerisce anche Franchini, è una bella idea di letteratura, che forse è sempre esistita e che forse ancora ci sarà.”
Peppe Servillo
ARTISTI
Peppe Servillo – voce recitante
Cristiano Califano – chitarra
Recital tratto dal libro vincitore del Premio Campiello 2024 – Selezione Giuria dei Letterati
Produzione Flautissimo/Stefano Cioffi – Bellosguardo srl
AidaStudioProduzioni, distribuzione
