«Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo. Ma poi ho pensato: ci sono così tante persone al mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei sia lì fuori e che stia pensando a me. Beh, spero che tu lo sappia: sì, sono qui. E sono strana proprio come te.»
Frida Kahlo, la pittrice messicana che ha rivoluzionato la storia dell’arte e del costume, scriveva queste parole come una bottiglia lanciata in un mare in tempesta. E oggi, quella bottiglia è arrivata qui.Non per l’icona pop stampata sulle magliette o per la moda dei fiori in testa. Siamo qui per la donna che sapeva che il dolore non si può evitare, ma si può arredare. Questa lettura spettacolo è un monologo interiore che nasce per chi, almeno una volta nella vita, si è sentito “rotto”. Per chi ha conosciuto il veleno dello sconforto, per chi si è sentito deragliare come quel tram che a Città del Messico, nel 1925, cambiò per sempre la vita di una diciottenne che sognava di fare il medico. Abbiamo immaginato questo percorso attingendo dalla ricca e vivace tavolozza di colori di Frida, che sono anche sapori, odori e lampi di genio intrisi di ironia, tanto che il monologo diventa spontaneamente un vero e proprio “Manuale di Riparazione”:una guida pratica per anime in panne, scandita in sette quadri.
Accompagnata dal duo Camardi – Ganassin, Valeria Solarino racconta sette momenti cruciali dell’esistenza di Frida: dall’incidente che le spezzò la colonna vertebrale al tradimento di Diego Rivera, dalla solitudine del letto a baldacchino fino all’ultimo respiro. A ogni tappa della vita corrisponde un suo quadro reale, un’opera d’arte che non è solo un dipinto, ma una “medicina”. La cura. Scopriremo come Frida abbia magnificato l’arte non per fuggire dalla realtà, ma per affrontarla. Vedremo come ha trasformato i corsetti di gesso in tele, le ferite in fiori, e la solitudine in una potente forma di auto-conoscenza. Ci insegnerà che quando il mondo ti impone di nascondere le tue crepe, la vera ribellione sta nel dipingerle d’oro.
Questo spettacolo è un invito a non buttare via i pezzi di noi che crediamo difettosi. È un invito a raccoglierli, a guardarli allo specchio e a ricomporli con pazienza e fierezza. Perché, come Frida le cicatrici non sono la fine della storia. Sono solo l’inizio di una nuova bellezza. Non siamo individui rotti e paralizzati. Siamo anime in continua rivoluzione.
ARTISTI
Valeria Solario, voce recitante
Maurizio Camardi – sassofoni, duduk, elettronica
Francesco Ganassin – clarinetti, ocarina, elettronica
Un’idea di Elena Marazzita
Testo originale di Debora Pioli
AidaStudioProduzioni, produzione e distribuzione esclusiva
Credits Photo Ivana Noto


