Proseguendo nella linea di ricerca che indaga le capacità espressive del teatro nella commistione delle arti, questo racconto si concentra sulla domanda: quanto effettivamente la musica e la poesia possono influire e in qualche modo modificare l’esistenza delle persone? Che contributo le arti in generale possono portare (o sarebbe meglio dire possono ancora portare) alla vita concreta, quotidiana delle persone?
La vicenda, del tutto inventata, si ispira però alla reale condizione umana dei pazienti degli ex manicomi, dopo la loro chiusura, e prova a entrare nei recessi più nascosti della mente di persone che hanno portato alle estreme conseguenze l’esclusione dal consesso civile e persino dalla realtà. L’anarchia del cervello, la libertà di dichiararsi estranei al mondo, estranei persino a sé stessi, si scontra con l’esigenza di partecipare, come chiunque altro, alla costruzione del progresso e al miglioramento dei fondamenti della società.
Su questo conflitto si innestano le riflessioni, la poesia e la musica di Fabrizio De André e, più in generale, il concetto stesso di poesia e arte, come elemento di salvezza, di redenzione dalla condanna dell’esistere. La consolazione che ogni elemento artistico porta agli animi sensibili, spiriti incapaci di subire l’anestesia generale che occorre per sopportare l’inferno urbano, sono un gancio metafisico, quasi religioso, una fuga nell’altrove, in un luogo dove nessuno può costringerti a essere qualcosa o qualcuno in particolare e dove è consentito immaginarsi e quindi essere un altro noi, un altro io. Con il contributo fondamentale del contrabbasso di Ferruccio Spinetti, lo spettacolo è costruito attorno al desiderio di mettere sullo stesso piano racconto, musica, canto e poesia, con esecuzione rigorosamente dal vivo, in una forma unica ma che in ogni replica ambisce a trovare una nuova direzione e una più forte ispirazione, nell’insegnamento che il jazz, come filosofia di vita, ha portato all’idea di condivisione della scena e della musica in generale.
ARTISTI
Tony Laudadio, voce recitante, canto e chitarra
Ferruccio Spinetti, contrabbasso
Testo a cura di Tony Laudadio
AidaStudioProduzioni, distribuzione esclusiva
