Vienna, 1806. Il mondo è scosso dalle guerre napoleoniche ma nei salotti aristocratici si sta consumando una rivoluzione ancora più radicale, una rivoluzione che non usa cannoni, ma crini di cavallo e legno d’ebano.
La Rivoluzione in Quattro è un viaggio nel cuore creativo di Ludwig van Beethoven. Attraverso le lettere originali, gli aneddoti feroci e le testimonianze dell’epoca, l’attore darà voce a un Beethoven nel pieno della maturità: un uomo che lotta contro l’avanzare del silenzio della sordità e che risponde alla committenza del Conte russo Razumovskij con una musica mai sentita prima. Sedici corde sono tutto ciò che gli serve. Due violini, una viola e un violoncello. Con questa formazione essenziale, Beethoven distrugge le forme aggraziate del Settecento per edificare cattedrali sonore monumentali. Lo spettacolo svela i segreti dei Quartetti op. 59: la sfida tecnica lanciata ai musicisti dell’epoca, l’integrazione di temi popolari russi e quella necessità di scrivere non per i contemporanei, ma per i posteri.
Lo Spettacolo propone il racconto della genesi dei quartetti, il rapporto tempestoso con i critici e la ricerca di una nuova libertà espressiva. Il quartetto esegue brani chiave dell’Opus 59. Il pubblico ascolta dal vivo come quelle “sedici corde” abbiano effettivamente cambiato la storia della musica per sempre.
“Non è per voi, è per un’epoca successiva.”
— L. van Beethoven
ARTISTI
Sergio Rubini, voce recitante
I Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino, quartetto d’archi
Musica di L. v. Beethoven, Quartetti op. 59
Testo di Debora Pioli
Un’idea di Elena Marazzita
AidaStudioProduzioni, produzione e distribuzione esclusiva
foto di Claudio Porcarelli – courtesy Saverio Ferragina
