ALESSIO BONI in SÌ PADRONE

AidaStudioProduzioni, distribuzione

Il linguaggio discriminatorio, il controllo economico, i micro-abusi quotidiani, con lo scopo civile preciso di trasformare la consapevolezza in azione, sensibilizzando l’universo maschile e offrendo a quello femminile gli strumenti per riconoscere i segnali del possesso prima che degenerino.

Alessio Boni, con la sua straordinaria capacità evocativa, presta la voce a quattro storie/inchieste di Nina Verdelli, tracciando i confini di quel “patriarcato quotidiano” che è la base invisibile di ogni violenza. Questa lettura spettacolo mira a educare lo sguardo e l’ascolto, promuovendo una cultura in cui la libertà dell’altro non sia una minaccia ma il fondamento di ogni relazione. 

In scena, Alessio Boni abita lo spazio in una solitudine densa, supportato da una vera e propria architettura sonora: le storie lette e interpretate da Boni sono periodicamente interrotte da voci esterne, asettiche e oggettive, che irrompono per dare luce a dati Istat, testimonianze, leggi e statistiche reali. Da un lato il racconto emotivo delle storie, dall’altro i dati che portano in scena la forza dei fatti. Il comparto sonoro è arricchito da un sound design originale curato da Marcello Prayer: battiti, passi, rumori ambientali che disegnano la psicosi del controllo immergendo lo spettatore nella realtà degli eventi. 

Portare in scena il linguaggio discriminatorio, il controllo economico, i micro-abusi quotidiani, attraverso la voce di un interprete come Alessio Boni ha lo scopo civile preciso di trasformare la consapevolezza in azione, sensibilizzando l’universo maschile e offrendo a quello femminile gli strumenti per riconoscere i segnali del possesso prima che degenerino.

ARTISTI

Alessio Boni, voce narrante

Testi, Nina Verdelli

Sound design, Marcello Prayer