Mauro Palmas, nato a Cagliari il 16 settembre 1956, è un musicista e compositore che ha dedicato la sua attività alla valorizzazione e alla reinterpretazione degli strumenti della tradizione popolare sarda e mediterranea — mandola, mandoloncello, chitarra e benas.
Attivo professionalmente dal 1979, nello stesso anno fonda il gruppo Suonofficina, con cui realizza Pingiada e Landimironnai, due lavori che segneranno in modo profondo la nuova musica di radice in Sardegna.
Accanto a un’intensa attività collaborativa, Palmas sviluppa un importante percorso discografico personale. Tra i suoi album figurano Cainà, A volte ritornano, Sonos Langanos, Meigama, Mare Chiuso, Tama Trio, Il colore del maestrale, Palma de sols e Tra le mie corde: lavori che restituiscono una poetica musicale matura, capace di unire tradizione, ricerca timbrica e apertura mediterranea.
Sul piano artistico collabora con figure di grande rilievo, come Maria Carta — con cui partecipa al disco Umbras e a numerosi concerti — Mauro Pagani e Alia Musica. Il suo lungo e fecondo sodalizio con Elena Ledda dà vita a progetti diventati pietre miliari della musica mediterranea, come Ammentos, Is Arrosas, Sonos, Incanti, Maremannu e Cantendi a Deus.
Palmas intreccia spesso musica, poesia e narrazione. Ne è un esempio la produzione Cristiani di Allah (2005), dello scrittore Massimo Carlotto e compone le musiche assieme al musicista Maurizio Camardi, in cui il Mediterraneo diventa spazio di storie, incontri e identità in movimento, ma anche La Cantata di Paradiso (Dante Alighieri) con Alessandro Anderloni e Alessandro Foresti.
Si impegna anche nella progettazione culturale: oltre ad aver curato la direzione artistica del festival “Suoni della Memoria” e diretto “Il Mare e dintorni” (1992–1995), e la rassegna “Luci e colori del Mediterraneo”, a questo ruolo si aggiunge la direzione artistica di “Mare e Miniere”, giunta alla sua diciottesima edizione nel 2025, una delle più rilevanti iniziative dedicate alla ricerca e alla didattica delle musiche di tradizione mediterranea, capace di portare in Sardegna musicisti, studiosi e appassionati attraverso un percorso di formazione, incontri e concerti che unisce memoria, territorio e nuove sensibilità artistiche.
La sua musica trova spazio anche nel cinema: compone le colonne sonore per Nel Paese di Eleonora docufilm RAI (1985), per le riedizioni di Cainà (1995) e Cenere (1996), ed è coautore delle musiche del film Sonos de Memoria — presentato alla Biennale di Venezia sotto la direzione di Paolo Fresu. Compone inoltre per La Destinazione di Piero Sanna, per Venti di jazz di Rodolfo Roberti, per Il sogno dei pastori di Tomaso Mannoni e per produzioni radiofoniche Rai, come Ti abbraccio forte forte. Inoltre co-regista del docufilm Miradas.
Nel teatro musicale firma produzioni quali Ai confini tra Sardegna e Jazz, Far Away Wave (1988), Scavi – Storie di miniera (2004), oltre a numerosi spettacoli realizzati in Italia e in Francia, come I canti di Eolo e Terras de Canto. Partecipa inoltre a Italian Project di Enrico Rava.
Nel corso della sua carriera ha suonato con artisti di prestigio internazionale — tra cui Famadou Don Moye, Luigi Lai, Carlo Rizzo, Lester Bowie, Steve Swallow, Don Cherry, Noa, Rita Marcotulli, Danilo Terenzi, Max Gazzé, Peppe Servillo, Lino Cannavacciuolo, Kaballà, Mario Incudine e tanti altri — mantenendo sempre un approccio aperto, curioso e in continua evoluzione.
Attualmente è impegnato nella promozione del disco Sighida, realizzato insieme al giovane e talentuoso organettista Giacomo Vardeu, appena ventenne, e del libro con allegato CD Tra le mie corde — Gabriela Ledda racconta Mauro Palmas.
