Dopo duemila anni di lettere mai spedite, le donne smettono di aspettare. Liberamente tratto dalle Eroidi di Publio Ovidio Nasone, la raccolta di lettere d’amore che le eroine del mito scrivono agli eroi assenti, “Donne oltre il Mito” ne rovescia radicalmente la prospettiva. Le donne non scrivono più. Non aspettano più. Non chiedono più il permesso. Prendono la parola e agiscono.
Lo spettacolo propone una rilettura in chiave contemporanea di quattro tra le donne raccontate da Ovidio. Quattro variazioni che affondano le radici su due temi: l’attesa come prigione, l’azione come rivoluzione. Ribaltando il mito, le nostre eroidi smettono di misurare il tempo sull’assenza di lui e iniziano a usarlo per costruire un proprio spazio nel mondo. Il loro “movimento” è la vera risposta al lamento classico: non più elegie sospese, ma azioni fisiche, ironiche, imprevedibili. La letteratura diventa pretesto per un gioco scenico liberatorio, dove il mito si fa materia elastica, grottesca e ritmata.
L’ironia non è una maschera difensiva, ma una lente di ingrandimento sulle contraddizioni (ancora attuali) dell’attesa femminile. Si ride, ma con intelligenza. Si corre, si cade, si cambia direzione. Perché le Eroidi di questa sera non sono statue: sono corpi in movimento che riscrivono il proprio finale in tempo reale. La performance, composta da quattro quadri indipendenti (legati a doppio filo tra di loro), un prologo e un finale, richiama la struttura drammaturgia dei classici e affronta temi di scottante attualità, suggerendo al pubblico una domanda: cosa succede quando chi dovrebbe attendere per vetuste convenzioni, decide di agire? Così, ad esempio, Penelope, invece di restare a Itaca a disfare la tela, parte per seguire le tracce di Ulisse, scoprendo che lui stesso ha scelto di non tornare (magari trattenuto da una nuova “Circe” o da una vita comoda altrove). Durante il suo viaggio, che diventa un’inchiesta sulla verità e sull’inganno coniugale, costruisce alleanze, fonda cooperative di donne, avvia rotte commerciali autonome. Il “movimento” diventa esplorazione interiore: smette di essere l’archetipo della “donna fedele” per diventare autrice della propria storia; non più lo scopo del viaggio ma il soggetto.
Al centro di questo meccanismo c’è Nancy Brilli, attrice che possiede la rarissima dote di non recitare i registri, ma di abitarli tutti insieme, nella stessa frase; capace di trasformare un gesto comico in una ferita e una lacrima in una battuta fulminante. La sua energia travolgente e la sua precisione chirurgica sono la chiave per tenere insieme la grazia classica e la torsione contemporanea, la furia e la leggerezza. Le Eroidi, finalmente, si muovono e ci fanno capire che aspettare non è mai stato un destino, ma solo una cattiva abitudine.
ARTISTI
Nancy Brilli, voce recitante
Pierluigi Iorio, voce recitante
AidaStudioProduzioni, distribuzione
